dopo un buon *caffé*
Americans, get out your vote!!
Se vince il Nero, la crisi finirà. Se vince il Nero, ci sarà sempre il sole e comunque la pioggia cadrà più lieve. Se vince il Nero, la Gelmini ritirerà il decreto e sposerà un maestro veramente unico, Colaninno comprerà la Lufthansa, i banchieri pagheranno i mutui dei clienti, e gli arbitri convalideranno i gol del Toro. Se vince il Nero, Sabina Guzzanti ricomincerà a far ridere, ma soltanto in inglese, e Carla Bruni affitterà una mansarda accanto alla Casa Bianca, casomai. Se vince il Nero, i deboli di stomaco digeriranno anche il soffritto e i divorziati si metteranno di nuovo insieme. Se vince il Nero, ogni impresa diventerà possibile, persino prendere un treno regionale in orario. Se vince il Nero, gli automobilisti in coda manderanno baci dai finestrini, i petrolieri faranno la raccolta differenziata e le modelle smetteranno di tenere il broncio nelle sfilate. Se vince il Nero, i ghiacciai ghiacceranno, i buchi dell’ozono si tapperanno e l’effetto-serra cambierà vocale, diventando affettuoso.
Se vince il Nero, non accadrà nulla di tutto questo, lo so. Eppure, se vince il Nero, sarà come per lo sbarco sulla Luna: le vite degli uomini resteranno ferme, ma l’umanità avrà compiuto un passo avanti. Se poi il Nero si rivelerà all’altezza della sua bella faccia, a cui ognuno impresta le proprie speranze, e sarà costretto dalle aspettative degli altri a trasformarsi nel primo statista del secolo, allora avremo vinto tutti davvero. Sempre che vinca, il Nero.
Reblogged from PlacidiAppunti.
Burke ha pronunciato queste sagge parole nel 1774. Dico, nel 1774!!

In space, no one can hear you bark at the mail man…from Pixdaus
Reblogged from (It's about my e-mail naming habits.).
An American suburb in Erbil - The National Newspaper
Freakonomics - Opinion - New York Times Blog
(bisogna piangere oppure investire i nostri ultimi risparmi in un bella villa-bunker nel quartiere residenziale di Baghdad?)
Add a description?
No,
non ce n’è bisogno.
Facebook Song
“I wouldn’t call myself a social butterfly…but when I login…I begin to live!”
;))) La Catrina (((; (via uteart)
about “LA CATRINA”:
www.lacatrinaquartet.com/what_is_la_catrina.htm
According to Mexican Folklore, “La Catrina” —also known as death— can show herself in many different ways. Sometimes she is dressed in a rather elaborate, festive way. Sometimes she appears before us in “bare bones,” to take us away when we least expect it. Generally, however, the relationship which the Mexican people have with La Catrina, is defined by a unique set of circumstances, intimately tied with the history and culture of Mexico. Death in Mexico is thought of as a welcome guest on certain very important occasions, such as the Day of the Dead, or “día de los fieles difuntos.” As Mexicans, we believe that death, and specifically the memory of our “fieles difuntos,” which literally means “our faithful deceased,” gives us a strong sense of identity and rootedness in our culture. This conspicuous —and perennial— guest is paradoxically also associated with the joy of life in the face of the imminence and inevitability of death. We only live once and La Catrina, with her mischievous smile, pleads with us to seize the moment and through music —and perhaps a little dance—, find life’s meaning.
Perché nell’ora decisiva
non mi avete chiamato al vostro tavolo
perché avete giocato a poker in due
dandomi le carte del morto?
Michele Mari - Cento poesie d’amore a Ladyhawke (Einaudi)