Caramelle di scorta

dopo un buon *caffé*

Nov 17th, 2008 @ 7:21 am

“PUBBLICITA’ PROGRESSO: Il punto non è ottenere la presidenza della commissione di vigilanza Rai e come. Il punto non è che il senatore Villari sia carne da corsivo dei coloristi Benetton. Il punto è: perché ci umiliate, noi che vi votiamo, scegliendo di farci mandare in Parlamento gente così?”

Lo zio di S. - navi in bottiglia - Repubblica.it

Nov 12th, 2008 @ 3:30 am

Dopo 17 anni nuota ancora nel Nirvana - LASTAMPA.it

La Geffen Records aveva fatto centro, scegliendo l’immagine scattata dal fotografo Kirk Weddle in una piscina di Pasadena, nella quale un bambino di 4 mesi sguazzava nudo all’inseguimento di una banconota da un dollaro attaccata a un amo. L’esca funzionò benissimo: a oggi Nevermind ha venduto più di 30 milioni di copie ed è al 17esimo posto nella classifica dei migliori dischi di ogni tempo stilata da Rolling Stone. Ma il bambino? Che fine ha fatto? Chi intanto se lo fosse chiesto, ora lo sa.

Nov 11th, 2008 @ 7:47 am

“The more we learn about the world, and the deeper our learning, the more conscious, specific, and articulate will be our knowledge of what we do not know, our knowledge of our ignorance. For this, indeed, is the main source of our ignorance — the fact that our knowledge can be only finite, while our ignorance must necessarily be infinite.”

Karl Popper - Wikiquote

@ 4:54 am

catastrofe:
yes we have bikes

catastrofe:

yes we have bikes

Reblogged from Indizi dell'avvenuta catastrofe.

@ 4:53 am

“Sarah Palin has been tagged and re-introduced into the wild.”

Jon Stewart (via tmblg)

Reblogged from TMBLG.

@ 4:52 am

tommaso:
Punti di vista

tommaso:

Punti di vista

Reblogged from @Tommaso | .Questo non è un Blog..

Nov 7th, 2008 @ 9:25 am

Lettera di un’indignata speciale.

Oggi ho cominciato la giornata in preda allo sconforto.

Perché?

Perché leggo sui giornali le dichiarazioni del nostro Presidente del Consiglio, dichiarazioni che legge anche il resto del mondo e che mi fanno vergognare del mio governo, sì, ma soprattutto mi umiliano come persona, come studentessa e futura lavoratrice e contribuente di questo paese.

Ho 24 anni e sto per laurearmi in Scienze Politiche, indirizzo internazionale.

La mia indignazione e umiliazione deriva dal fatto che tutti noi, comuni mortali e cittadini, nel corso della nostra vita, della nostra carriera universitaria e lavorativa, siamo stati educati a usare un linguaggio consono e pulito, nel rispetto del prossimo e della situazione.

Con certi professori, agli esami universitari, puoi rischiare la bocciatura per un avverbio di troppo, ma è giusto così.
Esistono corsi che ti preparano ai colloqui di lavoro, perché devi avere una dialettica impeccabile per poter ottenere anche il più squallido degli impieghi, ma è giusto così.
Quando sogno il mio futuro, sono preoccupata perché temo che non sarà sufficiente avere una laurea specialistica, parlare bene due lingue straniere e aver vissuto sei mesi all’estero. Perché mi chiederanno di più. La competizione è tosta, per noi comuni cittadini, non basta la buona volontà per realizzare i sogni.
Ma la vita dei nostri politici è lontana anni luce dalla mia o dalla vostra. Ci sono ministri che vengono catapultati sulla poltrona del governo direttamente dal mondo dello spettacolo, senza passare dal via, e il via rappresenta l’istruzione (e l’educazione) necessaria per prendere in mano un paese e scrivere riforme, occuparsi di sanità, istruzione, politica estera.
Ci sono capi di stato, Presidenti del Consiglio (ma solo in Italia e in qualche paese ancora non del tutto democratizzato dell’Eurasia e del continente africano) che non misurano le parole, e si esprimono come se il paese fosse ‘cosa loro’, come se il loro incarico fosse semplicemente un breve ma imprescindibile passo verso un futuro di celebrità e sfarzo.
Ci sono politici che sono orgogliosi di presentare all’estero un’immagine degli italiani piacioni, sempre pronti allo scherzo, a fregare il prossimo.
Ma la vita di un italiano vero non è così, e io la difendo.
Gli epiteti usati dal Presidente del Consiglio di questo paese non passerebbero nemmeno agli esami del CEPU. Ma a noi, miseri cittadini, futuri precari, già sulla soglia della povertà non appena osiamo immaginare di metter su famiglia, viene chiesto di più, e nemmeno questo ‘di più’ ci assicurerà una vita dignitosa.

Il Presidente del Consiglio governa questo paese. E’ il mio Presidente, anche se non ho votato per lui. Abbia un po’ di rispetto signor Presidente, e misuri il suo linguaggio.
Neanche il suo amico George W. Bush, sarebbe fiero di lei, in questo momento.

Nov 5th, 2008 @ 5:58 am

baotzebao:

phonkmeister:
NOVEMBER 4, 2008 - Patrick Moberg

baotzebao:

phonkmeister:

NOVEMBER 4, 2008 - Patrick Moberg

Reblogged from BaoLine.

@ 5:58 am

“Ho telefonato al senatore Obama per congratularmi. La sua è stata una vittoria chiara. Ho avuto il privilegio e l’onore di congratularmi di persona”

E poi

«l’uomo che era il mio avversario e che ora sarà il mio presidente»

aggiunge

«mettere da parte le divergenze e a lavorare insieme per rimettere in carreggiata il Paese».


Questa è la differenza tra l’Italia e gli USA e fino a che non lo capiremo rimarremo sempre una mezza democrazia.

Democrazia USA vs Democrazia italiana | Wolly Weblog (via 3n0m15) (via placidiappunti) (via ilaria)

Reblogged from La quarta bozza / snippets.

@ 4:56 am

Change has come to America. (and to the world…)

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